Oltre la materia
Oltre la materia: la geometria della Luce
Per Maurizio Cervellati dipingere non è solo stendere colore e astrazione, ma esercitare quello che, citando il filosofo Silvano Petrosino, possiamo definire un "atto di visione".
In un mondo spesso aggrovigliato e opaco, l'artista interviene per fare spazio alla chiarezza con uno spettro cromatico che è pura carica di vitalità.
Energia che ispira il suo gesto pittorico, guidando il pennello tra una tavolozza che va dal calore vibrante dell’arancio e del rosso alla solarità del giallo e alla freschezza organica del verde, bilanciati dalla profondità dei blu.
Un'alchimia cromatica attraverso cui Maurizio penetra la realtà carpendone i più reconditi segreti.
Così accade nei suoi innesti, dove egli non subisce il legno o la carta di giornale, ma li interroga, li ordina e li trasfigura attraverso la luminosità del colore.
Se la materia è il "corpo" dell'opera, la luce - e dunque il colore - è ciò che la rende significante.
L'equilibrio che riscontriamo nelle sue opere è la traduzione visiva di una mente che non si lascia accecare dal caos, ma cerca costantemente il "senso" attraverso la luce.
La luminosità dei colori in Maurizio Cervellati non è un artificio estetico, bensì la condizione stessa per cui la realtà, la natura e la cronaca del giornale possono finalmente apparire in tutta la loro armonica bellezza.
L'apparire è sguardo.
E guardare è l'inizio di un'attenzione che si fa cura.
In Cervellati questa "cura" è la precisione del colore: ogni campitura e ogni innesto rappresentano un gesto di attenzione verso il mondo.
Una ricerca simbolica di quel fil rouge che, attraverso l'arte, ci aiuta a dipanare "l'aggrovigliata trama dell'esistenza umana", per dirla con il filosofo Ernst Cassirer.
Quella trama del mondo che, se per molti è motivo di smarrimento, per Cervellati diventa il campo d'azione di una mente equilibrata che, facendo leva sulla sua sapiente maestria pittorica e su un profondo senso umano, trasforma la materia in uno splendore ordinato.
(Marilena Spataro)
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